NODI di LUCE

 


 

Particolare del reticolo elettromagnetico terrestre, detto di Hartmann, e individuazione di un nodo di luce (clicca sull'immagine per ingrandire)

 

Oggi reticoli elettromagnetici, ieri foreste di luce eterica… 

 n origine, il dannoso reticolo di onde elettromagnetiche che ricopre il pianeta terra – denominato di Hartmann* - era una selva di luce che nutriva il giardino di Eden, ovvero il paradiso. Ogni cosa nel tempo degenera in attesa di un rinnovamento, è la legge ciclica “dell’eterno ritorno”. Nei tempi odierni stiamo assistendo ad una trasformazione del corpo vitale del pianeta: l’ancestrale foresta eterica formata da immensi alberi di luce, come immense colonne a sorreggere la volta del cielo, si sta progressivamente spegnendo per lasciare il posto a dei nodi geopatogeni forieri di malattia e morte.
I rabdomanti prima e i radiestesisti poi hanno sempre percepito questi fenomeni cosmo-tellurici limitandosi però ad un’azione di difesa, più o meno valida, dai campi elettromagnetici naturali (onde spherics). La ricerca ZED ha messo a punto un pannello, denominato OndaReflex, per proteggere il sonno degli esseri umani dalle geopatie. Nei riguardi dell’elettromagnetismo artificiale (onde technics) invece, ha elaborato un sistema di trasmutazione delle onde nocive in onde biocompatibili con l'utilizzo di appositi convertitori.
Ma non si è limitata solo a questo. Osservando e studiando diverse esemplari architetture molto antiche (II millennio a. C. – nuraghes) e meno antiche (1118/1314 d. C. – chiese templari) ha scoperto la maniera per utilizzare delle residue forze cosmiche concentrate in alcuni nodi ancora vitali del reticolo di Hartmann (che d’ora in poi chiameremo reticolo H) che ha battezzato:
Nodi di Luce o Punti di Luce.
Abbiamo notato e verificato che in corrispondenza di tali enormi concentrazioni di energia accadono importanti benefici fenomeni. I cavalieri del Tempio di Salomone, detti Templari, sapevano perfino come fabbricare i Punti di Luce. Attraverso l’utilizzo di sacre geometrie, criptate nel sottosuolo, erano in grado di spostare i corsi d’acqua sotterranei, piegare a proprio piacimento le linee elettriche del reticolo di Curry (che d’ora in poi chiameremo reticolo C) e disegnare delle forme con le linee elettromagnetiche del reticolo H. Se osserviamo la geometria tellurica della chiesetta del XII sec., a Brenzone nel veronese, restiamo stupefatti dai diagrammi armonici desunti dal rilievo geobiologico.




Chiesetta del XII sec. d.C.
in località
Campo Brenzone
(VR).
Indagine geobiologica con l’utilizzo del biotester





In questo piccolo  edificio sacro la studiata sovrapposizione di geometrie sacre genera una serie di Punti di Luce. Se una casuale e disordinata sommatoria del nodo H, il nodo C, la falda d’acqua sotterranea e la faglia geologica è foriera di geopatie dannose per la salute, una progettata armonica combine genera delle torri energetiche (i Punti Luce), costituite da 33 onde le cui frequenze variano dai 18.000 ai 2.500.000 di Bovis (1 Bovis = 1 Ångström = 1/ 10.000.000 di mm). Nel nuraghe Losa, ad Abbasanta nell’oristanese, le geometrie nascoste assumo un andamento matematico, assomigliando agli asintoti di una funzione, il cui centro è un Punto di Luce.




        Nuraghe Losa,
        loc. Abbasanta (OR),
        indagine geobiologica
        con individuazione di
        un consistente punto 
        di luce












       Prospetto fotografico









Considerando che tali concentrazioni di energia sono di fondamentale importanza per la vita perché non utilizzarle per il benessere, il nutrimento e la guarigione degli esseri umani? Dalla ricerca ZED sono nate così, svariate applicazioni biologiche sul mondo vegetale e animale. Eclatanti risultati sono stati subito riscontrati sulle coltivazioni di ortaggi e frutta che rispondono sensibilmente ai bioerogatori di energia e ai picchetti catalizzatori.




   
   
        Bioerogatore     
        territoriale con raggio
        di emissione pari a 
        km 30.











               
         Picchetti catalizzatori per
         caricare il terreno









I bioerogatori, posizionati all’interno di un Punto di Luce, sono in grado di liberare energia direttamente nell’aria e irradiarla nel terreno grazie ai picchetti catalizzatori.







      
       Schema che illustra
       il funzionamento del
       sistema ZED    












I biogeneratori invece, intercettano, in qualsiasi posizione vengano collocati, l’energia dei Punti di Luce per “caricare” condutture idriche, superfici piane o contenitori metallici.






     Biogeneratore con indotto
     terrestre pari a 4.000.000 di
     Bovis










       Collegamento del
       biogeneratore con
       la rete idraulica










I bioerogatori territoriali sono di potenza variabile e possono coprire superfici il cui raggio oscilla dai 5 ai 100 Km, mentre i biogeneratori possiedono un indotto terrestre che varia da 1.000.000 ai 3.000.000 di Bovis.
 


 
 
 
 
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